Psicoterapia, una volta a settimana?
Perché la maggior parte delle psicoterapie prevede un appuntamento settimanale? Non è una convenzione casuale. Dalla Vienna di Freud a oggi, come siamo arrivati alla cadenza settimanale e perché rappresenta ancora lo standard più efficace per la cura della salute mentale?
PSICOTERAPIA
Matteo Cosignani
2/8/20262 min read
Le origini della Psicoterapia
La storia della psicoterapia, o almeno di quella contemporanea mettendo da parte alcune forme di riti e pratiche religiose, è recente.
Basti pensare che, in fin dei conti, è stata "creata" da Sigmund Freud a Vienna verso la fine dell'Ottocento (con precisione tra il 1892 e il 1895), per diventare sufficientemente famosa dal 1900 in poi dopo la pubblicazione de L'interpretazione dei sogni.
In quel caso si parlava di psicoanalisi, ma non fa molta differenza, in quanto quest'ultima è stata il primo e vero proprio metodo di psicoterapia.
Quindi, se si dovesse mettere a paragone la storia della psicoterapia con quella della medicina, che si fa risalire al V secolo a.C. per merito di Ippocrate, la prima è pressoché neonata.
Questa premessa è importante per capire alcuni assunti importanti di questa disciplina della psicologia e, in generale, delle scienze mediche.
Il contesto sociale delle prime psicoterapia
La psicoanalisi, quindi prima forma di psicoterapia, era nata in un contesto socio-clinico-economico particolare. Era un momento in cui chi poteva accedere alle cure della salute mentale erano persone alto-borghesi e nobili. Queste, a differenza della classe medio-bassa del tempo, avevano a disposizione tempo e risorse per curarsi. Per questo motivo, i primi clinici avevano a disposizione davvero molte risorse per curare i loro pazienti.
Pensate che inizialmente i pazienti Freud, ma un po' tutti i terapeuti di quel periodo, li vedevano anche cinque giorni alla settimana, tutte le settimane, per un tempo indefinito.
La frequenza iniziale: terapia tutti i giorni
Questo è un punto di partenza davvero importante: circa 120 anni fa si andava in terapia tutti i giorni.
Era un periodo storico, quello di fine Ottocento, in cui si poteva sperimentare molto; non esistevano cure per l'ansia, la depressione, le fobie, gli attacchi di panico, le dipendenze, ecc. O meglio, quelle che esistevano per le persone non definite "pazze" erano quasi assenti, fatta eccezione dell'ipnosi e di forme simili di terapia.
Infatti, a parte i manicomi, non esistevano luoghi che potessero accogliere la maggior parte della popolazione e le loro sofferenze.
Freud creò la psicoanalisi e, dopo di lui, vennero create molte forme di psicoterapia.
L'evoluzione verso la cadenza settimanale
Come scrivevo inizialmente, i pazienti li si vedeva non tanto, di più. Si sapeva molto poco, bisognava studiare e curare.
Nel corso dei decenni questa modalità di cura iniziò ad assumere la forma del tempo e delle persone che ne richiedevano la cura. Da cinque volte, si passò a quattro, poi a tre, poi a due.
È facile quindi capire che la cadenza settimanale, per certi versi, è proprio il minimo talvolta per fare in modo che una psicoterapia possa essere di supporto.
Quando la frequenza diminuisce: motivi clinici o pratici?
Meno di una volta a settimana assume una forma diversa, che non è più legata a motivi clinici, ma ad altre necessità.
Quindi, quando si pensa a come mai ci si vede tutte le settimane e non una volta ogni due, o una ogni tre, o una volta al mese, come qualche volta accade in alcune scuole di pensiero o terapia, probabilmente il più delle volte non è legato a motivi clinici o di percorso, ma a mancanza di tempo, risorse e, talvolta, impossibilità a prendere con forza e volontà la propria cura.
Non si vive più nella Vienna di fine Ottocento, ma nell'Europa del XXI secolo.
È pressoché impossibile andare in terapia cinque volte a settimana.
È pressoché impossibile per un terapeuta oggi avere una settimana lavorativa che permetta ciò (Freud predicava bene, ma razzolava male. Lavorava quasi tutti i giorni dalle 8 alle 21, se non anche dopo cena).
Partendo da questa prospettiva, senza entrare nel merito di tecnicismi o approcci, la terapia con cadenza settimanale appare molto più comprensibile e plausibile.