Un momento di cura per sé

Si va spesso di fretta. A volte talmente tanto da non rendersi conto di quanto si stia “tirando la corda”, di quanto si portino avanti da anni sofferenze, situazioni conflittuali, relazioni infelici.

PSICOTERAPIA

Matteo Cosignani

2/25/20261 min read

Si va spesso di fretta.

A volte talmente tanto da non rendersi conto di quanto si stia “tirando la corda”, di quanto si portino avanti da anni sofferenze, situazioni conflittuali, relazioni infelici.

Si tende a giustificare il tutto con il “passerà”, “è solo un momento”, ma in fondo si sa che non è proprio così. Sotto sotto, prendersi un momento di pausa, in una situazione già bloccata, risulta talvolta molto difficile.

Questo è uno dei motivi per cui una psicoterapia, forse ancora prima di essere un intervento o una procedura clinica, sarebbe auspicabile fosse un vero e proprio momento per sé, un momento di cura.

Trovare il tempo, perciò, è molto più difficile di quanto sembri, perché prima si deve “tirare la corda”, arrivare con il fiato corto. Soltanto lì ci si può rendere conto che è necessario uno stop, una battuta d’arresto. Non è un caso che, in diversi modelli clinici, la psicopatologia venga vista proprio come un arresto evolutivo, qualcosa che non permette all’individuo di procedere nella propria vita.

A volte è anche poco chiaro se sia la vita ad aver arrestato qualcosa, oppure le scelte non fatte e le difficoltà non viste.

Tutto questo rientra nel motivo per cui una psicoterapia non può essere solo una procedura clinica, ma un vero e proprio momento che un essere umano, a un certo punto, decide di prendersi per sé: senza vincoli, senza paure.

Terapeuta e paziente non decidono di trovare un tempo e un luogo a caso, ma lo fanno partendo dal presupposto che quel tempo e quel luogo abbiano un valore. Che quel momento non è detto che possa riaccadere, che possa tornare.

Ancora prima di chiedersi quale approccio, quale persona, quale onorario, forse sarebbe interessante e utile porsi la domanda: sono pronto a prendere questo spazio per me, e per me soltanto? Per davvero, dopo tanto tempo?

Anche se il paragone può sembrare distante, è un po’ come quei libri che si vogliono leggere da sempre o quei viaggi che si desiderano fare da sempre, ma alla fine non è mai il momento adatto.

E, in fondo, è ciò che Omero aveva capito migliaia di anni fa: o il viaggio lo inizia l’essere umano, oppure sarà l’essere umano a dover affrontare un viaggio.